Barbara Bonomi Romagnoli | Pink Bee Revolution
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La nostra Nig, la nostra schiava

«Nessuno l’avrebbe presa. Era nera, nessuno l’avrebbe amata. Sarebbe dovuta tornare e restare più che mai alla mercé della padrona». E non una padrona qualunque, ma una donna «altezzosa, turbolenta, lunatica e severa. In parole povere, una scorbutica in tutto e per tutto» che riversa sulla piccola Alfrado, detta Frado, e soprannominata Nig – diminutivo di nigger – una violenza inaudita e feroce per anni e anni, per niente smussata dalla finzione letteraria … la quale altro non è che la vicenda autobiografica di Harriet E. Wilson. Nata nel 1825 in...

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Rossana Rossanda e il giornalismo militante

20 settembre 2020

In ricordo di Rossana Rossanda, ripubblico qui di seguito un testo contenuto nel volume “Scritture di Frontiera – Tra giornalismo e letteratura” a cura di Clotilde Barbarulli, Liana Borghi e Annarita Taronna, 2007, edito da Università degli Studi di Bari in collaborazione con Sil Società italiana delle letterate

In questo lavoro ho inteso tracciare gli aspetti più importanti della figura di Rossana Rossanda con un breve accenno a «Il Manifesto», giornale quotidiano di cui lei è stata cofondatrice. Del lavoro di Rossanda ho messo in risalto un aspetto particolare, ossia il suo essere giornalista ‘militante’, dove per giornalismo ‘militante’ o ‘impegnato’ − che è per definizione una scrittura di frontiera − si intende l’uso della scrittura come scelta politica e strumento per trasformare il mondo.

Speciale Covid 19 – Intervista a Stefano Vella

Roma 30 luglio 2020

“Inaspettato ma non inatteso, il Covid-19 è stato come un vulcano che zampillava e che ad un certo punto ha eruttato, non potevamo non immaginare che sarebbe accaduto”: Stefano Vella, infettivologo ed esperto di salute globale di fama internazionale, è molto chiaro su questo aspetto e richiama l’attenzione su chi continua a rilanciare messaggi fuorvianti. Il virus non è stato sconfitto né si è indebolito, è necessaria cautela e responsabilità individuale.

Cara Raggi, la Casa delle Donne vale molto più di un milione di euro

Poco più che ventenne alla scoperta dei femminismi, sono entrata per la prima volta, da via della Lungara, dentro la Casa internazionale delle donne e mi son trovata dinanzi il lungo corridoio in penombra. Ho provato timore e stupore assieme, come quando entravo nell’edificio monumentale delle scuole medie, in tutt’altra zona della città, che per ironia della sorte si chiama ‘Complesso del Buon Pastore’ così come il nome della struttura seicentesca che – nel cuore di Roma – dal 1987, grazie al Movimento Femminista Romano sfrattato dalla Casa delle Donne del Governo Vecchio, è diventato uno spazio delle e per le donne, con decine di associazioni e gruppi che hanno promosso pratica e politica femminista accanto a servizi culturali, socio-sanitari e legali.

Speciale Covid 19 – Intervista a Chiara Montaldo

Roma, 9 luglio 2020

“Se la salute è un bene comune, non può dipendere dalle risorse individuali, non può essere considerata un privilegio, come accade in paesi come gli Stati Uniti d’America, o un diritto acquisito e dato per scontato ma sempre più fragile, come abbiamo constatato in questi mesi anche in Italia, né un servizio di fatto spesso inaccessibile, come in moltissimi paesi in via di sviluppo, ma come un diritto per tutte e tutti da conquistare e difendere e che richiede politiche e investimenti pubblici e una efficace cooperazione internazionale”: un messaggio chiaro e argomentato quello lanciato qualche settimana fa da Chiara Montaldo, Claudia Truppa e Valentina Mangano su Scienza&Pace Magazine, rivista online a cura del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa.

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